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Archivi categoria: Economia

PMI: l’auspicio di un nuovo ruolo del Fondo di Garanzia

Gli ultimi due anni hanno registrato un importante ruolo giocato dal Fondo di Garanzia, per permettere con maggiore facilità l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.
Il 2011 vedrà una nuova sfida attendere il fondo: quella di rappresentare, non solo un paracadute per imprese in crisi di liquidità, ma soprattutto un valido strumento per indirizzare le PMI verso un nuovo percorso di crescita, che riesca a far uscire le imprese dallo stato di recessione in cui ora si trovano.
Le carte ci sono, ma bisognerà cercare di giocarle nella direzione che più vede sensibili le aziende: il costo del credito.
Questo sarà un ruolo importante da ricoprire per il Fondo di Garanzia, considerando il fatto che per un’impresa avere un accesso al credito, buono e proporzionato ai propri mezzi, è indice del suo stato di salute finanziario.

Fonte: Il Sole 24 Ore

 
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Pubblicato da su 17 dicembre 2010 in Attualità, Economia

 

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Nokia: il fiato dell’Androide sul collo

Non si può certo dire che Nokia stia passando un momento tranquillo. E’ notizia dello scorso venerdì infatti, il cambio al vertice del colosso finlandese che vedrà l’inserimento come nuovo Ceo di Stephen Elop, attuale capo della divisione business di Microsoft; Elop sostituirà il dimissionario Kallasvuo. E’ notizia di oggi, inoltre, quella che vede aggiungersi alle dimissioni di Kallasvuo anche quelle di Anssi Vanjoki, suo vice e capo della divisione Smartphone di Nokia.

In questo clima bollente di fine estate si aggiunge il risultato di un’indagine condotta da Gartner, famosa società di consulenza americana, che prevede un imponente crescita della quota di mercato dell’OS Android di Google, che diventerà così il principale competitor del Symbian della Nokia entro la fine del 2010.

Subito dunque una “gatta da pelare” per il nuovo Chief Executive di Nokia, che si dovrà dimostrare all’altezza della situazione dato che oltre all’Android, anche la sempre presente Apple con l’iOS 4 per il suo iPhone sta affilando le unghie in vista di un autunno che, per il mercato degli smartphone, si prevederà più torrido dell’estate.

Fonte: Yahoo! finanzaAdnkronosWebmasterpoint

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2010 in Attualità, Economia

 

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Crisi del settore cinematografico: un problema di cultura

Era la scorsa settimana quando sono venuto a conoscenza di una triste notizia: gli amministratori di Blockbuster Video presenteranno a metà settembre istanza di fallimento, sia a causa della crisi economica che ha colpito le economie di tutto il mondo negli ultimi anni, sia soprattutto a causa del dilagante fenomeno della pirateria.

Penso perciò che, e qui sposto l’occhio sulla nostra Italia, non si possa più ignorare la piaga della pirateria che ogni anno uccide il fatturato di centinaia di aziende del settore, provocandone notevoli problemi finanziari. Si è parlato per anni di costi, di profitti, di prezzi alti, bassi, giusti, non giusti, di Sky, di Pay-per-View e molto altro ancora, ma a mio parere il problema è un altro: è una questione di cultura.

Perché cultura? Semplice. In Italia ha iniziato da tempo ad espandersi il concetto del “tutto e subito”. Posso averlo gratis e allora lo prendo, non importa cosa realmente ci posso fare, se mi è utile e se mi piace: l’importante è averlo ed internet è il mezzo per ottenerlo. Non è ovviamente solo il settore cinematografico ad aver subito conseguenze drammatiche da questo atteggiamento mentale e non è solo internet il mezzo demoniaco causa di tutti i mali, ma se ci addentriamo nello specifico del Cinema, quest’ultimo vede oggi l’attività di noleggio ridotta all’osso, con il momento del film in compagnia relegato alla visione di un film scaricato dalla rete, non sempre di buona qualità audio/video e magari neanche frutto di una scelta ponderata, come avveniva in videoteca, dopo averne letto la trama, qualche recensione o essersi confrontati con il commesso. E’ stata uccisa l’esperienza d’acquisto, quella esperienza che ogni esperto di marketing e comunicazione mette in cima alla lista degli aspetti basilari del fenomeno del consumo, su cui il riuscire a far leva può decretare il successo di un prodotto rispetto ad un altro, di un brand rispetto ad un suo concorrente diretto e anche di un negozio rispetto agli altri.

Non si può più continuare a mettere la testa sotto la sabbia. Siamo una società individualista dove ognuno è diverso dall’altro all’interno di un sistema di diritto che però ci rende uguali di fronte alle regole, o almeno questo dovrebbe essere. Tutti non possono fare tutto, tutti non possono avere tutto; la via per guarire è ripristinare una sana meritocrazia in tutti i campi, istruzione, lavoro, sport, cultura (e il cinema ne fa parte) dove, una volta riconosciuto il nostro ruolo a fronte delle nostre attitudini e dei nostri meriti, possiamo operare le scelte che vogliamo ci qualifichino.

Spero che il “caso Blockbuster” faccia riflettere il nostro paese e che il parlamento possa intraprendere la giusta strada legislativa per impedire che il sistema collassi definitivamente. Il rischio c’è……… e ora si vede.

Uno store Blockbuster annuncia la sua imminente chiusura
Uno store Blockbuster annuncia la sua imminente chiusura

Fonte: Ansa del 27 agosto 2010

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2010 in Attualità, Economia

 

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