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Hunter shoots a bear: il viral marketing di Tipp-Ex

La storica azienda tedesca Tipp-Ex, produttrice di correttori liquidi o a nastro, ha lanciato tramite il suo canale You Tube una interessantissima campagna di viral marketing, ora presente anche in lingua taliana: Hunter shoots a bear!

La campagna in questione vede un video caricato su You Tube dove un cacciatore, accampato in una tenda in un bosco, viene preso alla sprovvista dall’arrivo di un orso; impugnato il fucile il cacciatore non sa se sparargli ed in questo momento entra in gioco l’interattività; cliccando infatti su uno dei pulsanti che appaiono nel video, si viene indirizzati in una “custom page” su You Tube creata dalla Tipp-Ex dove il cacciatore, dopo essersi rifiutato di sparare all’orso ed aver cancellato la “parola incriminata” dal titolo del video, invita l’utente ad inserire una “keyword” per modificare l’esito del video e vedere così cosa accadrà.

E’ prevista una serie nutrita di parole chiave da poter inserire ed è molto coinvolgente per l’utente riuscire a scovarle tutte, dando così libero sfogo alla propria immaginazione; una volta inserita la “keyword” si clicca sul tasto “prova” e si visiona il video con la relativa scena, interpretata magistralmente da cacciatore ed orso attori “consumati”. Le risate sono assicurate!

Bellissimo esempio di marketing non-convenzionale ispirato a quei principi di “ludicità ed interazione”, molto applicati in quella branca del marketing 2.0 che i teorici chiamano Web Social Marketing.

Fonte: You Tube

 
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Pubblicato da su 14 settembre 2010 in Marketing e Comunicazione, Social Media

 

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Nokia: il fiato dell’Androide sul collo

Non si può certo dire che Nokia stia passando un momento tranquillo. E’ notizia dello scorso venerdì infatti, il cambio al vertice del colosso finlandese che vedrà l’inserimento come nuovo Ceo di Stephen Elop, attuale capo della divisione business di Microsoft; Elop sostituirà il dimissionario Kallasvuo. E’ notizia di oggi, inoltre, quella che vede aggiungersi alle dimissioni di Kallasvuo anche quelle di Anssi Vanjoki, suo vice e capo della divisione Smartphone di Nokia.

In questo clima bollente di fine estate si aggiunge il risultato di un’indagine condotta da Gartner, famosa società di consulenza americana, che prevede un imponente crescita della quota di mercato dell’OS Android di Google, che diventerà così il principale competitor del Symbian della Nokia entro la fine del 2010.

Subito dunque una “gatta da pelare” per il nuovo Chief Executive di Nokia, che si dovrà dimostrare all’altezza della situazione dato che oltre all’Android, anche la sempre presente Apple con l’iOS 4 per il suo iPhone sta affilando le unghie in vista di un autunno che, per il mercato degli smartphone, si prevederà più torrido dell’estate.

Fonte: Yahoo! finanzaAdnkronosWebmasterpoint

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2010 in Attualità, Economia

 

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Unconventional drink: un’eruzione di soda

Girando per il web a caccia di spunti ed informazioni mi imbatto in una simpatica iniziativa di marketing non-convenzionale ideata dalla portoghese Black Milk Media per la famosa azienda di soft-drinks Schweppes.

A Oeiras in Portogallo, lo scorso agosto, è stata installata una gigantesca bottiglia proprio sopra il geyser artificiale di Paço de Arcos, creando un effetto spettacolare ad ogni eruzione; un bel esempio di marketing non-convenzionale, utile ad attirare l’attenzione di passanti e bagnanti durante tutto l’arco della giornata.

Fonte: Invisible Red

 
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Pubblicato da su 10 settembre 2010 in Marketing e Comunicazione

 

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Il “nano” che ti aiuta: il nuovo iPod accessibile ai disabili

Devo ammetterlo, sono di parte! Già perché ho un debole per Apple. Ho un MacBook Pro e settimanalmente passo in rassegna il sito internet della Apple, come un drogato in crisi di astinenza.

Durante la mia ultima visita al sito scopro, con immenso piacere, che il mitico iPod nano si è rifatto il look….. e non solo! Dopo essere stato colpito dalla tempesta di colori in cui ora è possibile acquistare il lettore Mp3 per antonomasia degli ultimi anni, inizio a leggere le modifiche e le innovazioni che l’azienda guidata da Steve Jobs ha apportato a quest’ultimo modello; ora questo gioiellino di tecnologia ha dimensioni ridotte rispetto alla precedente versione, corrispondenti esattamente alle dimensioni dello schermo ora multi-tuch; design come sempre accattivante in tipico stile Apple e una interessante applicazione: Genius, che ti aiuta nella composizione di una playlist sulla base del genere musicale della canzone appena ascoltata.

Tutto questo già potrebbe bastare per decretare, a parer mio, il nuovo iPod come il must degli acquisti del prossimo autunno, ma ad incrementare questa mia impressione si aggiungono una nuova serie di funzioni ora presenti nel lettore Mp3: le funzioni di accessibilità. Queste funzioni vengono così definite in quanto permettono l’utilizzo dell’iPod anche a persone disabili con handicap di tipo visivo o uditivo; grazie all’App VoiceOver, infatti, con un semplice tocco dello schermo si può udire la descrizione vocale dell’elemento posizionato sotto il dito, in ben 29 lingue e il tutto compatibile il software iTunes, mentre per chi ha problemi di tipo uditivo, Apple ha pensato all’App Audio Mono, che permette di riprodurre entrambi i canali audio su un unico auricolare, andando in contro a chi possiede una limitata capacità uditiva in una delle due orecchie.

Quindi Apple si conferma un’azienda estremamente attenta all’innovazione si, ma senza dimenticare di occuparsi di tematiche ambientali (riduzione dell’impatto ambientale per tutti i suoi prodotti) e sociali che da sempre stanno a cuore ai consumatori più attenti, facendone quindi uno dei punti di forza dei loro prodotti e del loro brand.

Il nuovo iPod nano

Fonte: iPod nano, Accessibilità iPod e iTunes

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2010 in Tecnologia e Hi-Tech

 

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“McLocal”: sempre più la nuova marketing strategy di McDonald’s

Mc Donald’s continua a provarci! Già da tempo la catena di fast food più famosa al mondo aveva iniziato ad ammiccare al mercato italiano con panini come il 280 gr. con parmigiano reggiano o con pancetta affumicata della Val Venosta, il Boscaiolo con lo speck dell’Alto Adige, il Ciociaro con panfocaccia al rosmarino o il famoso McItaly fortemente voluto dall’ex ministro delle politiche agricole e alimentari Luca Zaia; ora Mc Donald’s aggiunge a questo nutrito gruppo Mozzarillo, un nuovo panino che sostituisce la classica fetta di formaggio che da sempre accompagna il tipico hamburger americano, con una fetta di mozzarella 100% italiana e il tutto condito con una salsa al pomodoro e basilico ligure per suggellare ancor di più gli italici sapori.

Dunque un continuo avvicinarsi alla tradizione italiana da parte del colosso americano, il quale sceglie di aggiungere alla propria marketing strategy la focalizzazione su d’un particolare segmento di mercato italiano molto attento alla provenienza e alla tradizionalità degli ingredienti, segmento che altrimenti non verrebbe coperto dai panini “icona” di McDonald’s firmati USA.

Perciò ieri 7 settembre 2010 Mozzarillo è stato ufficialmente presentato al pubblico italiano con tanto di “notte bianca” organizzata a Milano e contestuale consegna gratuita del panino nei fast food aderenti della catena, per coronare così il lancio sul mercato di un panino che ha alle sue spalle un lungo periodo di lavoro finalizzato ad ottenere la forma circolare di mozzarella alta pochi millimetri da inserire nel panino e poterne così depositare il brevetto industriale.

Aggiungo inoltre che se l’esperimento McItaly ci ha insegnato qualcosa, grazie a questo nuovo panino vedremo crescere la popolarità della nostra mozzarella con conseguente incremento delle esportazioni, proprio come accaduto per il formaggio Asiago ingrediente principe del McItaly.

“McLocal” quindi, come punto d’incontro nel mercato italiano, ma soprattutto come motore dell’esportazione delle tipicità italiane nel mondo. Tutto sommato un nuovo modo di farci conoscere.

Fonte: Il Sole 24 Ore

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2010 in Marketing e Comunicazione

 

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Crisi del settore cinematografico: un problema di cultura

Era la scorsa settimana quando sono venuto a conoscenza di una triste notizia: gli amministratori di Blockbuster Video presenteranno a metà settembre istanza di fallimento, sia a causa della crisi economica che ha colpito le economie di tutto il mondo negli ultimi anni, sia soprattutto a causa del dilagante fenomeno della pirateria.

Penso perciò che, e qui sposto l’occhio sulla nostra Italia, non si possa più ignorare la piaga della pirateria che ogni anno uccide il fatturato di centinaia di aziende del settore, provocandone notevoli problemi finanziari. Si è parlato per anni di costi, di profitti, di prezzi alti, bassi, giusti, non giusti, di Sky, di Pay-per-View e molto altro ancora, ma a mio parere il problema è un altro: è una questione di cultura.

Perché cultura? Semplice. In Italia ha iniziato da tempo ad espandersi il concetto del “tutto e subito”. Posso averlo gratis e allora lo prendo, non importa cosa realmente ci posso fare, se mi è utile e se mi piace: l’importante è averlo ed internet è il mezzo per ottenerlo. Non è ovviamente solo il settore cinematografico ad aver subito conseguenze drammatiche da questo atteggiamento mentale e non è solo internet il mezzo demoniaco causa di tutti i mali, ma se ci addentriamo nello specifico del Cinema, quest’ultimo vede oggi l’attività di noleggio ridotta all’osso, con il momento del film in compagnia relegato alla visione di un film scaricato dalla rete, non sempre di buona qualità audio/video e magari neanche frutto di una scelta ponderata, come avveniva in videoteca, dopo averne letto la trama, qualche recensione o essersi confrontati con il commesso. E’ stata uccisa l’esperienza d’acquisto, quella esperienza che ogni esperto di marketing e comunicazione mette in cima alla lista degli aspetti basilari del fenomeno del consumo, su cui il riuscire a far leva può decretare il successo di un prodotto rispetto ad un altro, di un brand rispetto ad un suo concorrente diretto e anche di un negozio rispetto agli altri.

Non si può più continuare a mettere la testa sotto la sabbia. Siamo una società individualista dove ognuno è diverso dall’altro all’interno di un sistema di diritto che però ci rende uguali di fronte alle regole, o almeno questo dovrebbe essere. Tutti non possono fare tutto, tutti non possono avere tutto; la via per guarire è ripristinare una sana meritocrazia in tutti i campi, istruzione, lavoro, sport, cultura (e il cinema ne fa parte) dove, una volta riconosciuto il nostro ruolo a fronte delle nostre attitudini e dei nostri meriti, possiamo operare le scelte che vogliamo ci qualifichino.

Spero che il “caso Blockbuster” faccia riflettere il nostro paese e che il parlamento possa intraprendere la giusta strada legislativa per impedire che il sistema collassi definitivamente. Il rischio c’è……… e ora si vede.

Uno store Blockbuster annuncia la sua imminente chiusura
Uno store Blockbuster annuncia la sua imminente chiusura

Fonte: Ansa del 27 agosto 2010

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2010 in Attualità, Economia

 

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Coming Soon………….

I’m just arrived.

Read something about me in the approprieted section About Me

🙂

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2010 in Aggiornamento Blog

 
 
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